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Adulto di Anoplophora chinensis (Foto di: Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia)

Tarlo asiatico (Anoplophora chinensis)

Anoplophora chinensis (Forster) (tarlo asiatico; in inglese citrus long-horned beetle) è un coleottero cerambicide estremamente nocivo per molte specie di latifoglie e conifere ornamentali, arboree e arbustive sia in ambito forestale che urbano.

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Consulta il leaflet (clicca qui) ed il poster informativo (clicca qui).

Anoplophora chinensis è di origine asiatica. In Europa, A. chinensis è stato segnalato per la prima volta nel 1980 in Olanda dove però nel 2010 è stato ufficialmente eradicato. In Italia è stato segnalato per la prima volta nel 2000 proprio in Lombardia; solo in seguito l’insetto è stato rinvenuto anche in altre due regioni italiane: Lazio (2008) e Toscana (2014 e 2017). In molti casi i focolai sono stati efficacemente eradicati, in altri le misure di contenimento sono in corso di attuazione.

Per maggiori informazioni sulla diffusione di A. chinensis visualizza la mappa dell’EPPO.

Gli adulti di A. chinensis sono di colore nero con numerose macchie bianche sulle elitre e misurano in media 19-37 mm di lunghezza. Le antenne sono circa 1,7-2 volte la lunghezza del corpo nei maschi e 1,2 volte nelle femmine. A. chinensis presenta 20-40 piccoli tubercoli sul quarto basale di ogni elitra.

Anoplophora chinensis compie l’intero ciclo in un anno, occasionalmente in due anni. Gli adulti si possono osservare da maggio ad ottobre, con un picco di attività che si concentra tra maggio e luglio. Tuttavia, se le condizioni ambientali sono ottimali, gli adulti possono essere osservati fino a dicembre.

Le femmine depongono le uova in fessure di ovideposizione realizzate subito al di sotto della corteccia e dalla caratteristica forma a T. Le larve scavano lunghe gallerie di alimentazione sia nei tronchi che nelle radici esposte, inizialmente nella regione cambiale e successivamente nei tessuti legnosi delle porzioni più basse del tronco e delle radici. La maggior parte degli individui di A. chinensis sverna come larva.

In generale i sintomi associati ad un’infestazione da A. chinensis includono appassimenti fogliari, ingiallimenti ed imbrunimenti settoriali della chioma, disseccamento dei rami e deformazione della corteccia.

La maggior parte dei segni/danni è associata alle attività delle diverse fasi della vita dell’insetto: 1) siti di ovideposizione, fessure sottocorticali dalla caratteristica forma a T all’interno delle quali la femmina depone le uova; 2) gallerie larvali, spesso accompagnate dalla presenza di rosura; 3) fori di sfarfallamento, fori di uscita degli adulti di forma circolare e di 10-15 mm di diametro; 4) danni dovuti all’azione trofica degli adulti a carico di foglie, piccioli, getti e corteccia dei giovani rami.

Anoplophora chinensis è una specie estremamente polifaga ed è stata segnalata su piante afferenti a più di 30 diverse famiglie tanto in ambienti urbani quanto naturali. In Europa le specie appartenenti al genere Acer (acero) sono tra le più attrattive seguite da quelle appartenenti ai generi Betula (betulla) e Corylus (nocciolo). In Italia, l’insetto è stato rinvenuto per lo più su Acer spp., Betula spp., Carpinus spp. (carpino), Corylus spp., Platanus spp. (platano) e Prunus laurocerasus (lauroceraso).

In Lombardia, durante le attività di monitoraggio condotte sul territorio dal Servizio Fitosanitario Regionale tra il 2017 e il 2019 sono state ispezionate oltre 1 milione e mezzo di piante, ma di queste soltanto 3000 sono risultate effettivamente infestate. Per conoscere l’elenco completo delle piante oggetto di monitoraggio per A. chinensis, consultare l’allegato.

I danni maggiori associati alle infestazioni da A. chinensis sono provocati dalle larve mentre scavano le gallerie per nutrirsi del legno che si sommano a quelli provocati dagli adulti quando producono i fori di sfarfallamento. Entrambe le tipologie di danni possono costituire un fattore predisponente per eventuali alterazioni secondarie causate da patogeni fungini con il conseguente deperimento delle piante.

A livello internazionale e comunitario, l’importazione delle piante ospiti dalle aree in cui la presenza di A. chinensis è conclamata rappresenta la via preferenziale di introduzione di questo insetto. Adulti, uova, larve e pupe di A. chinensis sono stati infatti intercettati in piantine da vivaio e bonsai.

In natura, A. chinensis si diffonde piuttosto lentamente, come anche A. glabripennis ed altri cerambicidi. È stato stimato che il tasso di diffusione annuale di A. chinensis è di circa 194 m dagli alberi infestati più vicini. Uno studio condotto dal Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia ha evidenziato come nuove infestazioni da A. chinensis potrebbero essere trovate nelle aree urbane entro un raggio di 500 m dagli alberi precedentemente infestati, mentre nelle aree agricole entro un raggio di 663 m.

Per conoscere l’attuale estensione del focolaio in Lombardia, consultare il decreto di aggiornamento della zona delimitata per la presenza di A. chinensis.

Il monitoraggio sul campo, l’abbattimento e la distruzione degli alberi infestati sono pratiche efficaci per ridurre le dimensioni delle popolazioni dell’insetto, per prevenirne la diffusione e, in alcune circostanze, per tentarne l’eradicazione. Il controllo ad oggi è per lo più basato sull’abbattimento delle piante colpite e sulla distruzione di tutto l’apparato radicale con apposite macchine trituratrici con l’obbligo di incenerire il legname delle piante abbattute, in quanto l’insetto riesce a completare il ciclo di sviluppo anche in un singolo pezzo di legno o di radice.

In Lombardia, il Servizio Fitosanitario Regionale svolge attività di sorveglianza nei confronti di A. chinensis. Le principali attività riguardano l’analisi visiva delle piante alla ricerca dei principali segni e sintomi delle infestazioni (mucchietti di segatura e fori di sfarfallamento) e l’installazione di trappole a feromoni posizionate o nei focolai di recente rinvenimento o nelle aree nelle quali sono in corso le operazioni di eradicazione. L’impiego delle trappole è considerato fondamentale per l’individuazione tempestiva dei tarli in aree considerate potenzialmente a rischio.

Nell’ottica di una gestione quanto più partecipativa, il Servizio Fitosanitario Regionale ha anche promosso attività di divulgazione come l’organizzazione di incontri tecnici e la distribuzione di materiale informativo.

Consulta il leaflet (clicca qui) ed il poster informativo (clicca qui).

 

Europea

Regolamento di Esecuzione (UE) 2022/2095 della Commissione del 28 ottobre 2022 che stabilisce misure per prevenire l’introduzione, l’insediamento e la diffusione nel territorio dell’Unione di Anoplophora chinensis (Forster) e che abroga la decisione 2012/138/UE.

 

Regionale

D.d.s. 15 febbraio 2024, n. 2670 "Aggiornamento delle aree delimitate per la presenza di Anoplophora chinensis in Lombardia - Abrogazione del d.d.s. n. 4246/2023".

D.d.s. 19 aprile 2023, n. 5791 "Applicazione delle misure fitosanitarie nelle aree delimitate per la presenza di Anoplophora chinensis in Lombardia - Abrogazione del d.d.u.o. n. 4545/2022".

D.d.u.o. 31 marzo 2021, n. 4415 “Modifica decreto n. 1508/2020 - Revoca misure fitosanitarie e delimitazione del territorio di Sirmione (BS) in applicazione del Decreto ministeriale 12 ottobre 2012. Misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione di Anoplophora chinensis (Forster) nel territorio della repubblica italiana”.

 

Normativa abrogata

D.d.s. 22 marzo 2023, n. 4246 "Aggiornamento delle aree delimitate per la presenza di Anoplophora chinensis in Lombardia - Abrogazione del d.d.u.o. n. 4084/2022".

D.d.u.o. 5 aprile 2022, n. 4545 "Applicazione delle misure fitosanitarie nelle aree delimitate per la presenza di Anoplophora chinensis in Lombardia".

D.d.u.o. 28 marzo 2022, n. 4084 - Abrogazione del D.d.u.o. 1508/2020 - "Aggiornamento delle aree delimitate per la presenza di Anoplophora chinensis in Lombardia".

Leaflet - Tarlo asiatico e cerambicide dal collo rosso

Documento PDF - 4,93 MB

Poster informativo organismi nocivi

Documento PDF - 18,01 MB